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sabato 13 settembre 2025

 E' tutto nei sensi, è tutto carnale. Questa terra, questo mare. Questa luce e la sua ombra, questo vento, questa croce. 

 


La tua voce. Il vedere, il sentire, l'assaporare. 

 

Il toccare, l'odorare. Il passato, il futuro, il ricordo di te, la nostalgia di ciò che deve ancora accadere. 

 


La solitudine, l'assenza, la presenza. Questa stagione che brucia, che preme, o questa che passa, che scorre, che non viene. Il tuo ridere, il tuo piangere. 

 


La gioia, i suoi lampi, il dolore, le sue pene. L'ebbrezza di un momento, o lo smarrimento. Il tempo. Anche il pensarti, il pensare. 

 


E' tutto carnale - anche il bene, anche il male.

 

Niccolò Nisivoccia - Quasi una cosmologia - pag.11

opere di Annibale Carracci 

sabato 5 dicembre 2020

                                                                    Settimana Santa – Mercoledì 12 Aprile (Mt 26,14-25) | People Of God


La testa

A riempirsi si riempie, è a svuotarsi che non si svuota.

Kostas Mondis



Prevenzione: prendiamoci cura anche della nostra mente. - Albero della  creatività

Vuotarsi; 

ci si espone a tutta la pressione dell'universo che ci circonda.

Simone Weil

 

lunedì 6 gennaio 2020

William Turner - Pescatori di notte
Mentre la nave fendeva il mare nero a est della Nuova Scozia, l’asse orizzontale si inclinava leggermente, da poppa a prua, come se, nonostante la sua grande solidità d’acciaio, la nave fosse inquieta e potesse risolvere il problema di una collina d’acqua soltanto attraversandola a tutta velocità; come se la sua stabilità dipendesse dalla dissimulazione del terrore da galleggiamento. Lì sotto c’era un altro mondo, questo era il problema. Un altro mondo dotato di volume ma non di forma. Di giorno il mare era una superficie blu con onde spumeggianti, una realistica sfida nautica, e il problema diventava trascurabile. Ma di notte la mente si immergeva nel nulla cedevole- violentemente solitario- su cui viaggiava la pesante nave d’acciaio, e in ogni flutto in movimento si poteva scorgere uno sberleffo alla fissità delle coordinate, si capiva quanto un uomo sarebbe stato realmente ed eternamente perduto se fosse finito dieci metri sott’acqua. La terraferma non aveva la dimensione della profondità. La terraferma era come essere svegli. Persino in un deserto senza mappa ci si poteva inginocchiare e prendere a pugni la terra senza che quella cedesse. Naturalmente anche l’oceano aveva una superficie di veglia. Ma in ogni punto di quella superficie si poteva affondare e scomparire.
Jonathan Franzen - Le correzioni - pag. 251













sabato 22 settembre 2018



Perché alcuni massi di pietra, tagliati in forme violente e tormentate, debbano tranquillizzare tanto profondamente la mente io non lo so. Forse l’occhio impone il proprio ritmo a ciò che è solo confusione: c'è bisogno di uno sguardo creativo per vedere in questo ammasso di roccia qualcosa di più che spuntoni e pinnacoli, per vederci bellezza. Altrimenti perché per tanti secoli gli uomini avrebbero pensato alle montagne con repulsione? Un certo tipo di consapevolezza interagisce con le forme della montagna per creare questo senso di bellezza. E tuttavia le forme devono esserci perché l’occhio le possa vedere. E devono possedere certe caratteristiche distintive: delle semplici masse informi non funzionerebbero. È, come ogni creazione, materia impregnata di mente: ma ciò che ne scaturisce è uno spirito vivo, un bagliore nella coscienza, che muore quando quel bagliore si estingue. È qualcosa di strappato al non essere, da quell’ombra che si insinua continuamente su di noi e che può essere tenuta lontana con un continuo atto creativo. Perciò, posare lo sguardo su qualcosa, come una montagna, con l’amore che pervade la sua essenza, significa ampliare il dominio dell'essere nell'immensità del non essere.  L'uomo non ha altro motivo per esistere. 
Nan Shepherd - La montagna vivente - pag.166

domenica 29 maggio 2016

opera di Silvano Ruffini


Leggere è un arte in via d’estinzione perché i libri sono specchi in cui troviamo solo ciò che abbiamo dentro di noi. La lettura coinvolge mente e cuore, due merci sempre più rare.
Carlos Ruiz Zafon - L'ombra del vento - pag 436

martedì 21 ottobre 2014

Annibale Carracci - Autoritratto


Mi chiedo se tu potresti mai sentirti "a casa" da qualche parte, perché la casa non è un luogo, è una condizione della mente. Essere realmente a casa vuol dire sentirsi a casa nella propria pelle. 
Irvin Yalom - Il problema Spinoza - Pag.105

domenica 21 settembre 2014

opera di Christian Schloe


— Agli albori del mondo, — cominciò Soliman, — l’uomo aveva tre occhi. — Vedeva tutto,  Vedeva molto lontano, molto nitidamente, vedeva la notte, e vedeva i colori che sono al di sotto del rosso e al di sopra del viola. Ma non vedeva nella mente della propria donna, e ciò rendeva l’uomo assai malinconico e talora lo faceva ammattire. Perciò l'uomo andò a supplicare il dio della palude. Questi lo mise in guardia, ma l’uomo tanto lo supplicò che il dio, sfinito, acconsenti al suo desiderio. Da quel giorno, l'uomo ebbe solo due occhi e vide nella mente della propria donna. E ciò che vi scopri lo stupì a tal punto che egli non vide più chiaro nel resto dell’universo. Per questo, oggi, gli uomini vedono male.
Fred Vargas - L'uomo a rovescio - pag.170-171

mercoledì 8 dicembre 2010



Serra - Parlare di spirito e particolarmente difficile perche si ha l’impressione che la vita, oggi, sia consacrata al controllo e allo studio del corpo; oserei quasi parlare di una deificazione del corpo. Un'impressione rafforzata anche dalla lettura dei suoi libri. Se fossi un prete le chiederei se dedicare tutta questa attenzione al corpo non rischia di far dimenticare lo spirito. Oppure corpo e spirito sono la stessa cosa?
Petit - È una bellissima domanda ma non mi riguarda, perché quello che faccio non ha nulla a che fare con il corpo. Passione, intuizione, ricerca della perfezione, tenacia, amore per qualcosa: tutto questo e frutto della mente. Per camminare su una corda tesa si ha certamente bisogno del corpo, ma prima di tutto è necessario generare una sorprendente energia di solidità e di fede: bisogna credere. Quando sono sulla fune, quando, dopo aver afferrato la mia asta da equilibrista, sono pronto a partire, devo sapere in anticipo, prima di fare il primo passo, che arriverò dall’altra parte. Se non lo sapessi fuggirei via, perche sarebbe terrificante. Questa è fede. Forse è una fede religiosa; di certo ha a che fare con la mente.
Philippe Petit - Credere nel vuoto - pag.44-45