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domenica 30 agosto 2026

Immagine da "Due spicci" di Zero Calcare 

Lo spazio in cui "essi" ...ed "esse"non andranno mai, nè mai lo potrebbero, da ritrovare periodicamente per continuare ad abitarvi solitario, è quello il tuo, da non barattare mai definitivamente con uno spazio verbale, pittorico, musicale, sociale. Quello è "per te", limitato a te, e tuttavia quasi illimitato, spazio da preservare.

Henri Michaux - Trave angolare. in forma di parole - pag.32 
 

domenica 4 gennaio 2026

 Ristorante a New York by Edward Hopper via DailyArt mobile app

 Edward Hopper - Restaurant 1922

Tra i tanti modi di passare il tempo
quello che preferisco è stare solo
seduto dentro un bar o un ristorante.
Mi rilassa ridurmi a puro sguardo,
sparire nel paesaggio, osservare
sotto i tavoli il dialogo tra i piedi,
i pavimenti, cosa fanno gli esseri
viventi mentre vortica il pianeta.

Andrea Bajani - Dimora naturale - pag.37

 

 

domenica 30 novembre 2025

 Da adulto, ho letto il famoso saggio di Montaigne sulla solitudine, dove si consiglia di farsi nella testa una specie di «retrobottega» in cui rifugiarsi anche in presenza degli altri, per riacquistare la propria autonomia, quella sovranità su sé stessi sempre insidiata dal prossimo. Mi ha fatto subito pensare a mio padre.

Lui sembrava viverci in pianta abbastanza stabile, nell'arriềre-boutique. Nel senso che poteva essere adorabile, ma la sua condizione naturale, o meglio l'istinto primario, era quello del rintanato, del disertore dal consorzio umano. «Hai presente una scogliera liscia, a picco sul mare? Cosi è tuo padre se non ti vuole dare retta. Non offre appigli».

 Altre metafore del generoso repertorio di mia madre: il polipo, occultato nel suo nerissimo inchiostro difensivo. Un telefono che squilla a vuoto. La classica Sfinge. 

Emanuele Trevi - La casa del mago - pag.17-18 

 Bisogna riservarsi un retrobottega tutto nostro, del tutto indipendente, nel quale stabilire la nostra vera libertà, il nostro principale ritiro e la nostra solitudine. Là noi dobbiamo trattenerci abitualmente con noi stessi, e tanto privatamente che nessuna conversazione o comunicazione con altri vi trovi luogo.  Michel de Montaigne - Saggi - Libro primo 

sabato 6 settembre 2025

Tutto passa, mi disse tanti, troppi anni fa qualcuno che amavo. Puoi abbandonarti al caos, o tentare di afferrarne un frammento. Questo ho fatto, nella mia vita. L’ho spesa tutta a osservare le esistenze degli altri, senza che mai nessuno guardasse nella mia direzione, se non con occhi sospettosi, domandandosi cosa avessi intenzione di fare con quella macchina fotografica. 

Ma forse sono ingiusta. Qualcuno mi ha guardato. I bambini, tanto per cominciare. Mi è sempre piaciuta la capacità che hanno di cogliere l’essenza delle cose, è una qualità che si perde, crescendo. 

Tuttavia, se dovessi essere davvero sincera, una persona che ha sollevato il velo della mia esistenza c’è stata. Ma non ha mai voluto dirmi cos’ha visto, e io non gliel’ho mai domandato.

 Francesca Diotallevi - Dai tuoi occhi solamente - pag.10

opere di Vivian Maier