lunedì 23 marzo 2020


Grace era, e Stoner lo sapeva bene, forse l’aveva sempre saputo, una di quelle rare e adorabili creature la cui natura morale è così delicata che va sostenuta e curata di continuo, per poter essere soddisfatta. Aliena al mondo, era costretta a vivere dove non poteva sentirsi a casa; avida di tenerezza e quiete, doveva cibarsi d’indifferenza, insensibilità e rumore. Un’indole che, anche nel luogo estraneo e ostile in cui era costretta a vivere, non aveva la ferocia necessaria per combattere le forze brutali che la contrastavano e non poteva che ritrarsi delicatamente nel silenzio e lì farsi piccola piccola, restare immobile ed essere dimenticata.
John Williams - Stoner - pag.273


Adamsberg incrociò Froissy in cortile.
— Vado a camminare, tenente.
— Capisco, commissario.
— I sobbalzi della deambulazione mettono in moto le microbolle che gironzolano nel cervello. Si muovono, si incrociano, si scontrano. E quando si cercano dei pensieri è una delle cose da fare.
Froissy esitò.
— Non ci sono bolle nel cervello, commissario.
— Ma visto che non sono pensieri, lei come le chiama?
Froissy non seppe rispondere.
— Vede, tenente? Sono bolle.
Fred Vargas - Il morso della reclusa - Pag.285

giovedì 19 marzo 2020


«Questo libro si apre con “Dove eravamo rimasti”. Perché per me si attacca a Una storia, non in termini di trama ma perché è lo stesso tipo di approccio: vado a prendere una questione fondante della mia esistenza che è poi quella della sterilità che là era sottotraccia mentre qui te la sbatto in faccia. Ho capito tutto grazie alla pappina...».
La pappina?
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«Sì, quando ho dato la pappina alla mia mamma mi domandavo: “se la nostra vita è solo trasmissione di geni da genitori a figli i tuoi geni adesso non hanno più una funzione, perché vuoi vivere ancora?”. 
E la risposta che mi sono dato è stata: “Deh, perché la pappina è buona”. 
La risposta è: perché si! Perché tutto è più semplice rispetto alle elucubrazioni che ci facciamo. 
La trovo una risposta bellissima: è una resa al dolore. Quella di tutti». 
Gipi - Gianni Pacinotti - Robinson 26/10/19

domenica 15 marzo 2020

infermiera dell'ospedale di Cremona


E poi, a una certa età, e quando si fa un certo genere di lavoro, essere riamati non è strettamente in­dispensabile.
L'amore è un sentimento disin­teressato, una strada a senso unico.
Josip Brodskij - Fondamenta degli Incurabili - pag.99
Leonardo da Vinci - La Gioconda


quando se ne vanno sto sulla porta, 
a volte chiedo: 
“E avete trovato quel che cercavate?”
Alan Bennett - Gente - pag.125

sabato 14 marzo 2020

Migranti in Ungheria

Nessuno ha preso ancora realmente in esame il quesito se sia possibile, 
sia desiderabile di nuovo vivere, 
dopo essere stati lungamente morti. 
Imre Kertesz - Io, un altro, Pag.10 


 Migranti in Turchia


i bagnini volontari a Lesbo


Resta ancora da definire la qualità della felicità. Se la tua professione, se la passione della tua vita ti conduce a valutare la condizione umana, allora devi aprire il cuore alla totale miseria che questa cela in sé: in qualsiasi caso, non puoi restare indifferente alla gioia della creatività, alla gioia di vedere la matita che corre sulla carta. Sei dunque un baro? Sicuro. Ma in ogni grande avventura esiste un imperativo: devi dare una parte di te — che mangino la tua carne, che bevano il tuo sangue... La peggior fine è una sorta di meschino, volgare disturbo: quello è la negazione di tutto. Non abbandonare le luci della festa — oh, è l’orrore della noia: la noia è colpa.
Se la tua esistenza non è davvero incredibile, essa non è degna nemmeno di una parola. 
Imre Kertesz - Io, un altro - pag.97