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sabato 29 ottobre 2022

 

Quando un individuo conosce la relazione che ne lega un altro a un terzo - come nel caso di Tecla, che sa chi è la madre del piccolo - si dice che «comprende relazioni con una terza parte». Anche i primati capiscono queste relazioni, e lo stesso vale per i lupi, le iene, i delfini, gli uccelli appartenenti alla famiglia dei corvi, e almeno alcuni pappagalli. 


Un pappagallo, per esempio, può essere geloso del coniuge di chi si prende cura di lui. O ancora, quando i cercopitechi verdi che vivono intorno al campo sentono il richiamo di un neonato che esprime disagio, istantaneamente si volgono verso la madre del piccolo. Sanno esattamente chi sono loro, e chi sono tutti gli altri. Capiscono benissimo chi è importante per chi

Carl Safina - Al di là delle parole - pag.39

lunedì 7 febbraio 2022

 

 Pet therapy per la prima volta con i pappagalli: piace agli anziani ospiti  della casa di riposo di Monastier - Gente Veneta

Una settimana prima di andare alla casa di riposo avevamo impacchettato le cose di mia madre. Ike aveva appena iniziato l'asilo; lasciarlo a casa di amici il sabato per poter stare con mia madre era stato uno scambio doloroso. Avrei voluto assorbire fino all'ultima goccia l'innocenza che gli era rimasta, rispondere a ogni sua domanda, rubargli abbracci appena me lo permetteva. Ma ero l'unica persona che mia madre lasciava entrare; non c'era nessun altro che potesse aiutarla. 

Le sottoposi un'infinità di cianfrusaglie da approvare.

Tieni o butti? chiedevo.

La mamma sedeva in poltrona e indossava un vestito azzurro che si era cucita da sola. II tessuto era liso, quasi trasparente. Carnie, il pappagallo, se ne stava comodamente posato sulla sua spalla. Temevo che gli artigli le ferissero la pelle sottile, ma lei si muoveva come se non ne sentisse il peso.

 Aisad - Attualità

Sollevai una scatola piena di mele di plastica che avevo dipinto a mano per lei quand'ero piccola.

Buttale, disse.

Iniziai ad avvolgere nei giornali i suoi bicchieri.

Ricordati di lasciare un po' di giornali per foderare la gabbia.

Mia madre prese Carnie con entrambe le mani e se lo mise in grembo. Accavallò le gambe, poi lo grattò tra le ali. Mentre lo coccolava, gli occhi, come semini neri, si socchiusero. Erano abituati l'uno all'altra, una coppia di tristi abitudinari. Carnie conosceva la sua voce e i suoi gesti meglio di me, e le stava più a cuore di me nella vita di tutti i giorni. Le sue trasgressioni - la gabbia sporca, una beccata ogni tanto erano accettate con affettuosa comprensione.

La smetta di telefonare, disse Carnie. La smetta.

Ricordati, dissi a mia madre, che non sono obbligata a prendermi cura di quel pennuto.

Be', disse lei, io non sono obbligata a prendermi cura di te.

Invece si, pensai, le sue parole una scheggia nel petto. Devi.

                                                               Una donna che sta morendo dice al suo pappagallo “ti voglio bene” per  l'ultima volta - La Stampa

In quel momento, mi sentii cedere. La odiavo per la sua freddezza, la logica testarda, la capacità di fare la voce grossa anche quand'era stanca morta, pelle e ossa, e non vedeva nemmeno il cibo sulla forchetta.

Eccola seduta in poltrona, nel suo vestito fuori moda fatto a mano, con il pennuto in braccio e la merda sulla spalla. Era stata schiacciata dal mondo, ma di fronte alla sconfitta minacciava tutti noi.

Carnie tornò sulla sua spalla e affondó la testa nei suoi capelli radi, come se volesse assorbirla, conservarne il ricordo.

Mi venne in mente che con la voce di mia madre dentro di sé avrebbe avuto sempre qualcosa di lei da ricordare. 

Non vuoi tenerle, queste? chiesi, riproponendole una scatola di fotografie.

Posso spegnere il mio cuore quando voglio, aveva detto. 

Per anni le avevo creduto.

  Addomesticare un pappagallo - Il mio pappagallo


Ma ora so qual è la verità. La verità é che siamo pazzi, malati d'amore, tutti quanti.

 Megan Mayhew Bergman - Paradisi minori - pag.31-2