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giovedì 1 gennaio 2026


 fotografie di Lee Miller a Dachau

"Ci sono diversi tipi di ferite, e non tutte sono visibili" Lee Miller  

 

 

sabato 18 ottobre 2025

C'era qualcuno e li stava cercando nel buio, esattamente come faceva Alexander scandagliando i meandri dell'ansa. O forse era lui stesso a guardarsi dentro, a interrogarsi di fronte alla propria ombra. Quanti uomini aveva già ucciso e quanti ancora ne avrebbe dovuti uccidere per restare vivo. Quante vite avrebbe dovuto mietere per essere chiamato eroe e per sentirsi maledetto.

Una sola domanda aveva trovato istantanea risposta.

Una. Tanto bastava.

Una sola uccisione era sufficiente per guastare l'anima.
 


 Stava attraversando una terra che macchiava, entrava nelle narici, sedimentava sotto le unghie ed era più nera di quella inglese, o forse solo maledetta. Nero era il colore del sangue morto, quello del giorno dopo, freddo e opaco, che l'alba rivelava sul terreno ricoperto di cadaveri.

Ilaria Tuti - Come vento cucito alla terra - pag.33 

 

 

 

 

domenica 18 giugno 2023

 

Sabra e Shatila, Settembre 1982

Cutro, Febbraio 2023

Zante, Giugno 2023

Sabra e Shatila, Settembre 1982

"Il mondo non può permettere che questo continui"

Susan Abulhawa - Ogni mattina a Jenin - Pag. 359





venerdì 24 dicembre 2021

Verecundia» in latino — dal verbo vereri (riverire, aver rispetto) — la parola “Vergogna” ha finito per assumere un significato diverso da quello strettamente legato alla radice etimologica. La vergogna, infatti, è un sentimento di umiliazione che si prova di fronte al disonore o all’infamia derivanti da comportamenti inappropriati. Sentimento molto diffuso; tanto da far dire a Sant’Agostino: «È una cosa vergognosa non avere nulla di cui vergognarsi». Se talvolta la vergogna esprime impaccio o timore dovuti a riservatezza, sempre essa è un sentimento binario: o si ha la sensibilità/ coraggio per avvertirla o non è possibile fingere vergogna.


 

 
È uno dei sentimenti umani più violenti, incontrollabile e irrefrenabile, È “sentire” il fallimento, l’errore, l’inadeguatezza rispetto al proprio ruolo. È molto di più dell’imbarazzo; la vergogna infatti tocca corde profonde, intime, identitarie perché è un sentimento legato alla percezione che si ha di se’ stessi. Quando si prova vergogna si ha la percezione di essere stati o essersi scoperti inadeguati. Si vorrebbe diventare invisibili. Sparire per sempre dagli sguardi altrui. 

 

 Ma la vergogna può anche esprimere indignazione nei confronti di fatti, idee, opinioni che può indurre alla ribellione, al cambiamento, alla conversione. In più, in quanto emozione personale e intensa, la vergogna può determinare un dolore profondo. Da questa vergogna di se stessi,
dei propri gesti, dei propri pensieri, può nascere il riscatto, la consapevolezza e il cambiamento verso gesti e pensieri...verecondi, appunto. In questo senso «la vergogna non ha nulla di vergognoso: infatti è un sentimento che rivela il possedere una coscienza e ci preserva dalla banalità del male» (E. Bianchi).

 

 La Vergogna può anche essere una presa d’atto collettiva. In questo caso, afferma K. Marx: «La vergogna non si limita a precedere la rivoluzione; è già in se’ una rivoluzione». È vergogna per i propri governanti, quando antepongono il bene e l’arricchimento personale al bene comune; vergogna per la mancanza di verità nella ricerca scientifica e nell’informazione, anche via web; vergogna per la spudoratezza di gesti prevaricanti, duri, prepotenti nei confronti degli altri; vergogna per la mancanza di libertà in certi regimi che ancora si spacciano come la migliore forma di governo possibile.

 

 Nella nostra epoca — a prevalenza narcisistica — pare scomparsa la vergogna, il sia individuale sia collettiva. Ci si vergogna di vergognarsi, di apparire vulnerabili e consapevoli. Gli atti e i gesti di cui un tempo e ci si vergognava, adesso piuttosto che celati sono esibiti. Recuperare il nobile sentimento della vergogna non necessariamente è segno di fragilità; può esprimere addirittura coraggio, perché «Non c’è mai vergogna nel chiedere aiuto; è una delle cose più coraggiose che puoi fare» (L. Lane). 

Nunzio Galatino - la Vergogna - Il Sole 24 ore 5-11-2017

 fotografie di Raymond Depardon