
Quando mi sveglio di notte, spesso mi torna in mente questa domanda. Perché non ho detto niente? Perché ho lasciato girare la Ruota della fortuna senza avvertire qualcuno, senza chiedere aiuto, perché ho permesso a mio padre di continuare con i quiz, i trabocchetti e i calci, perché non ho gridato, perché non I'ho denunciato? Forza, Hélène, concentrati, una domanda di storia, adesso, o piuttosto una domanda di psicologia, perché hai tenuto il becco chiuso? Peccato, Hélène, avresti potuto raddoppiare.
Oggi so qualcosa che altri non sanno. E non devo chiudere gli occhi. A volte penso che diventare adulti non serva a nient'altro che a questo: riparare le perdite e i danni originari. E mantenere le promesse del bambino che siamo stati.
Delphine De Vigan - Le fedeltà invisibili - pag.126-7
opere di Silvano Ruffini
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