sabato 27 febbraio 2021

opera di Ben Heine

Con la fine della scuola incombeva l'esperienza della deportazione presso la colonia estiva: un mese di confino nei complessi di accoglienza offerti dalla SADE. ai figli dei dipendenti.
In una occasione mi accadde di salutare tutti allo scadere dei trenta giorni regolari: «il ragazzino rimane un altro mese, la famiglia è in difficoltà». Mi mancavano il mare e la bicicletta ed ero sul punto di tentare l’evasione, così, tanto per smuovere le acque e punire l’ignavia di chi aveva ordito il complotto. Fui invece rapito dal fascino perverso di una esperienza speciale: il girovagare solitario fra gli spazi deputati a contenere la massa. Rannicchiato nel ventesimo letto di una camerata invasa dalla penombra, nelle ore silenti di un pomeriggio estivo, persi per un momento ogni legame col mondo e mi riconobbi pienamente come cosa soltanto mia.
Quando, qualche giorno dopo, la marmaglia del secondo turno discese dagli autobus, perplessa e vociante, scorse poco più in là, appoggiato languidamente al muro del refettorio, un piccolo veterano del nulla. Quell’esperienza fu cruciale: ormai sapevo che oltre l’ultimo abbandono esiste uno squillo di felicità intenso come la vertigine. 

Michele Zacchigna - Piccolo elogio della non-appartenenza - pag. 27-8

 

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