fotografia di Vivian Maier
«Chi
sei?» mormorò, sfiorando il proprio riflesso con la punta delle dita.
«Vivian» rispose la donna di fronte a lei. .
Chiuse gli occhi, inspirando. Si sentiva altro da sé, una sconosciuta che
attraversava pareti di specchi lasciandosi dietro null’altro che impressioni
destinate a sgretolarsi come sabbia lambita dal vento. Lei non esisteva, non
era mai esistita. Le persone non ricordavano il suo volto, il suo nome non era
mai lo stesso; solo nello scatto viveva, diventava reale, per poi tornare a
essere l’invisibile creatura a cui nessuno rivolgeva una seconda occhiata.
Francesca Diotallevi - Con i tuoi occhi solamente - Pag. 131

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