sabato 23 luglio 2016

opera di Gregory Crewsdon


Da un angolo li vidi passare. Accanto a me, un uomo giovane, con accento straniero, disse: ”Non ci si crede. Hanno la faccia d’angelo, ma io li conosco bene.” Mi disse che era ebreo; che i suoi genitori erano stati sterminati in un campo di concentramento, ancora prima che scoppiasse la guerra. Lui si era salvato grazie a un prete, amico di suo padre.
“Dietro a quegli occhi azzurri e a quelle guance candide, sono capaci di covare un odio senza misura.” Gli dissi che magari non erano tutti uguali, che era impossibile che quei bambini fossero potenziali assassini. “Non siamo tutti assassini potenziali, lo so. Ma un pazzo, un allucinato, può contagiare la sua allucinazione e la sua demenza. Il più pericoloso dei suoi attributi è una certa recondita vocazione di razza superiore. I migliori la scovano dentro se stessi (perché ce l’abbiamo tutti) e la smantellano, la liquidano, la estirpano come se fosse un tumore. Ma gli altri, che in fondo sono i più inetti, i più stupidi, i più sciocchi, la alimentano con diletto, perché solo così si sentono al sicuro.”

Mario Benedetti - Fondi di caffè - pag.78 

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