
Ogni tanto bisogna fare il punto della situazione.
Dove va l'uomo? Sempre più lontano.
Ma non ci va in un colpo solo. Talvolta ci va anche con un po' di rimpianto. Diciamo che ci va a gradi, e ogni tanto a sbalzi. Con pause, indietreggiamenti, rimpianti e tempi morti. Si prende il tempo di esaminare la questione; soprattutto al Sud, dove la temperatura si presta di più. È là che è nata la civiltà.

E ci si chiede, d'altronde, che cosa possa fare l'uomo distante da quei mari tiepidi dove il marmo caldo permette di sedersi e riflettere. La sua preoccupazione essenziale, in quei climi perfetti che sono della sua stessa temperatura, è di prolungare la conversazione. Lo scenario si organizza attorno a lui in modo ordinato e grandioso, su diversi piani, come a teatro. In alto c'è un re di marmo (con aquila, stemma, croce di Savoia, iscrizioni latine), con brache o polpe cinquecentesche alla Enrico II di Valois. Sotto, bei viali, palme, passanti. Ancor più sotto, immensi spazi dove un gran numero di triplette, le classiche squadre di tre giocatori, si dilettano tranquillamente nel gioco delle bocce.

E sullo sfondo la nave-traghetto, il Napoleone, che ha un'enorme ciminiera, e che sta partendo per la Corsica. Così ci si trova di fronte a una specie di quadro a quattro piani che mostra tutto ciò che l'uomo può fare: imperare, gironzolare, giocare a bocce, e anche partire per la Corsica. È un panorama di tutte le sue attività. E gli uomini che non fanno nulla di tutto ciò si piazzano placidamente in mezzo a tutte quelle cose e prolungano la conversazione.

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