Non so cosa mi sta succedendo Neta, ma fa paura, è come se... dentro di noi, nel cuore, nell’anima, c'è quella cosa che tiene uniti tutti i pezzi, la cosa che ricorda, che guida, che organizza, da cui tutto viene e a cui tutto va, un’essenza, quella cosa che è noi, una specie di spina dorsale ma non di ossa, è di sentimenti, capisci?
Ricordo che hai annuito. Era molto generoso da parte tua, visto che di certo non stavi capendo niente. È un po’ come la fiducia in sè stessi, ho provato a spiegare meglio, ma di più, è la fiducia nel fatto che un se stessi esiste, che esiste qualcosa di stabile in mezzo a tutto questo... casino dell’essere una persona, qualcosa di cui si ha la certezza che saprà leggere la realtà, e la saprà tradurre così com’è. In questi ultimi giorni questo qualcosa... mi si è sbriciolato. Io mi sto sbriciolando.
Una
ragazza, che sono io, sta seduta nel gabbiotto e...ci è proibito leggere, Neta.
È proibito ascoltare la radio.
Qui non ho nemmeno un’amica. Tutto questo corso è stato un errore. E io non so
più... io non so più... ecco, vedi, mi si sbriciola... non riesco nemmeno a finire
una frase... anche mia madre... prima che... prima che la portassero...
lasciava le frasi a metà, come se prima di arrivare a metà frase si rimangiasse
l’inizio... o la fine... non so...
Ma, questa, questa cosa, questa spina dorsale di cui parli, non si è ancora
sbriciolata del tutto —« hai detto tant’è che hai avuto la lucidità di
telefonarmi.
Già, vero. Ho avuto... ho avuto un’idea.
Un’idea?
Ho pensato che potresti... raccontarmi di me.
Raccontarti di te?
Cosi magari mi ricordo chi sono.
Eskol Nevo - Tre piani - pag.150
opere di Agnes Cecile


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