


Dal progetto Inside Out di JR
Adesso ascoltami, disse lui. E così iniziammo a rivolgerci l'uno all'altra in toni lenti e formali, come spesso succede tra le persone quando la serietà ostacola la disinvoltura; è necessaria una danza solenne. Ascolta. Ascoltami, disse. I figli che già abbiamo sono praticamente cresciuti. Perché ne vuoi un altro? Non ci siamo già detti tante volte, non abbiamo già convenuto che ormai si nota moltissimo che la vita è breve e dolorosa? Non abbiamo pronunciato le parole finita, e dove? In questi ultimi anni, non ci è forse capitato di usare talvolta la parola terribile ricomprendendoci la parola terrore? Cosi è la vita, lo sanno tutti. Anche se ovviamente c'è sempre qualche imbecille che ne canta le lodi. Ma hanno ragione loro, dissi io quando venne il mio turno. Sì ,e questo per incoraggiare i giovani che, alla fin fine, siamo stati noi a mettere al mondo - e che non vanno abbandonati. Dobbiamo, dissi, continuare a indicargli scenari semplici e preziosi come - in campagna - le alture ripiegate l'una contro l'altra nel verde chiaro della primavera o nel bianco dell'inverno, il cielo che è sempre sbalorditivo sia nell'azzurrità consueta che nella configurazione delle nubi – il modo in cui vengono premute nelle loro parti più tenere dall'alito del vento e cambiano forma, direzione e densità. Per non parlare della nostra amatissima città gremita di lavoratori diurni e notturni, di gente che fa compere, che cammina, dei treni della metro che tanti temono ma che hanno una tale bellezza, pieni come sono di visi che vanno dal rosa al marrone scurissimo, con gialli avana e dorati sparsi qua e là. È molto importante sottolineare ciò che è bello e buono in modo da non avere la faccia scura quando si incontra un giovane che ha cominciato a porsi certe domande.
Grace Paley - Tutti i racconti - pag.509-510
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