martedì 24 novembre 2009

Shibboleth di Doris Salcedo

Hitler si autodefiniva il viandante solitario uscito dal nulla.
Eppure accorrevano folle per farsi ipnotizzare dalla sua voce, dagli inni del partito, dalle parate alle luci delle torce. Cosa c’era in quella folle? Ve lo dirò a bassa voce, la terribile parola, che viene dall’inglese antico, dal tedesco antico. MORTE. Gran parte di quelle folle si raccoglievano in nome della morte. Erano lì per partecipare ad una cerimonia funebre. Erano lì per vedere pire e ruote infuocate, migliaia di bandiere inclinate per l’addio, migliaia di persone nell’uniforme del lutto. Erano disposte in file e in squadre, su sfondi elaborati, con vessilli color sangue e uniformi nere.
Quelle folle accorrevano per fare da scudo alla propria morte.
Farsi folla significa tenere lontana la morte.
Uscire dalla folla significa rischiare la morte individuale, affrontare la morte solitaria.
Ma tutto ciò lo conosciamo anche noi.

Don DeLillo - Rumore bianco - pag.90-91

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