domenica 11 ottobre 2009

opera di Hokusai

Com'è ammirevole
colui che non pensa;
"la vita è effimera"
vedendo un lampo.

Basho

3 commenti:

homoliber ha detto...

Un lampo può illuminare uno spicchio del pianeta, uno sprazzo del paesaggio o (a volte) una veduta dell'anima: (anch'essa) di cellule innervate alle geometrie della carne...alla vista precedente sfuggita; nascosta forse da ruvidi abiti o da una mente troppo vestita.
Ricordare quello spicchio di mondo, ricordare questo brandello di propria materia: è ciò a cui s'aggrappa la vita. Ancor fedele ai sensi, cambiar tragitto senza piangere per quello già percorso male o inutilmente. Sentirsi radice e albero in questo buio terrestre. Ma perdonarne l'ombra, pur se inscurì la dolce verità dell'orizzonte...
E la vita resterà fuggevole ma non effimera: come inafferrabili i suoi frutti per le mani, eppure esse gli raccoglieranno, eppure non ne mancherà il peso nel cavo del cesto...

homoliber ha detto...

Il mio commento su tale haiku ripercorre infine i versi di Taigi, poeta connazionale di Basho ma vivente nel 18°secolo.

homoliber ha detto...

Ancora su Basho e Taigi: i versi dell'uno, nell'haiku pubblicato da Nanni...e dell'altro, nel mio commento vagamente rievocato, rappresentano una visione della realtà baluginante tra consistenza e mera apparenza. Ambedue rientrano nell'ambito della poesia zen...e quindi ispirata ai koan d'origine cinese, storielle educative in cui le contraddizioni sovente o s'annullano o vanno tutte intese quali alrettanto reali, dove il positivo e il negativo s'intrecciano costantemente, come suggerisce il maestro Mumon intorno al 1200, in Cina; o Saisho(secXVI):"...non c'è essere e non essere e non c'è neanche negazione".