martedì 26 febbraio 2008


"La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno ed il coraggio.
Lo sdegno per le cose come sono,
il coraggio per cambiarle".
S.Agostino

3 commenti:

Garby ha detto...

bei pensieri...e divertente è il considerarsi uno psicologo nomade...

homoliber ha detto...

Pure Caino rimase sdegnato per il comportamento maleducato di Elohim (o Javeh o Adonai) che preferì l'offerta, carne d'agnelli, del fratello e rimase indifferente alla sua... Ciò si notò quando "la sua faccia si sconvolse".
Io dico: metà di guerre evitabili e di feroci persecuzioni fu partorito dall'ansia di "cambiare le cose"... I "miglioratori del mondo" vogliono sempre cambiare "le cose", ovvero vogliono adattare e forzare nei limiti del loro proprio pensiero e della loro squadrata visione...tutto il resto. Essi, i grandi eticultori, vedono che c'é sempre tutto da cambiare eccetto il loro proprio sentire, le loro proprie opinioni.
E quando dicono "cose" intendono gli altri uomini: quelli che non si comportano com'essi vorrebbero. Codesti "miglioratori" vogliono darci a bere che tutti noi (se non in sintonìa con essi) non abbiamo libertà d'essere e restare come siamo, con originari nostri usi e costumi, ma abbiamo il dovere di diventare e fare come l'etica "desiderabile" richiede. Ma in fondo in fondo, i più accorti di tali idealisti, capiscono oscuramente che tal pretesa è spesso presunzione insensata...e quindi necessitano d'appoggiarla a qualche nuova divinità, assicurare a sé stessi che la propria morale (con rispettiva estetica) coincida con quella di qualche entità suprema. Quasi ipotizzo...che, prima o poi, Caino valutasse l'uccisione del fratello come doveroso atto punitivo che un altro "vero Signore" avesse approvato: non quel vecchio Elohim ingrato e così incline ai favorirismi...che nemmeno s'accorse della sua devota offerta di frutta e verdura.
Probabilmente, prima o poi, Caino s'autoconvinse ch'esistesse altro dio: più potente, più giusto e di sicuro vegetariano!

homoliber ha detto...

ERRATA CORRIGE: in riferimento al 2° rigo del mio commento la scrittura corretta del nome biblico è Yahveh, Yahaweh, jahveh o jahvé.