Come un senso tu aggiungi, oh finestra, a ogni nosta abitudine: nel tuo riquadro attende o medita che semplicemente sta.
Il distratto, l'indolente, tu lo fermi e nomini: la sua immagine si rassomiglia, divien sè stessa a poco a poco.

Perduto, svagato, annoiato, il bimbo a te s'appoggia e sta; sogna ... Non è più lui, ma il tempo che indossa le sue vesti.

E gli amanti in te si scorgono, immobili e fragili, infilzati come farfalle alla bellezza delle loro ali.
Rainer Maria Rilke - Finestre - pag.27
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