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sabato 4 aprile 2026

 Scatti di Meraviglia", una mostra fotografica all'Eremo di Santa Caterina

Lo spirito dell'uomo non smette mai di sognare; ma anche di meditare, di far congetture, di calcolare. Ha voglia di sapere e bisogno di non capire; ovvero, di comprendere e meravigliarsi.

 Lo stupore dei bambini – Percorsi Formativi 06

Necessità contraddittorie: la prima impone di sapere, la seconda di ignorare. Da qui derivano la scienza e la poesia.

Alexander Vialatte - Sax, neve e rock&roll - pag.11 

 

 

venerdì 26 dicembre 2025

 Il nulla o quasi | giogra_ | Flickr

I lettori li conosco benissimo. Abbiamo fatto la guerra insieme. Erano pastori dell'alto Cantal. Ci intendevamo su ogni cosa, sul nulla e sul non so che. Insieme avevamo una grande competenza e nessuno mai riuscì a ingannarci, facendoci prendere del non so che per qualcosa. 

 Prima guerra mondiale: giornali di trincea dei soldati francesi | Filosofia  & Storia

Quando dividevamo il salame, quello che aveva la fetta trasparente sapeva immediatamente che si trattava del quasi nulla se, col bel tempo, ci vedeva il sole attraverso, nel nulla se c'era nebbia. Quanto a quello che aveva soltanto lo spago, capiva benissimo che era del non so che; non del tutto del nulla: c'è, nello spago impregnato di salame, un po' di sale, salnitro o cenere: l'anima del salame, essenza immateriale che non è né il nulla, né il quasi nulla, ma il non so che. Colui che riceveva lo spago nella spartizione non commetteva mai l'errore grossolano di prenderlo per il quasi tutto. 

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Ne nascevano mille bisticci che obbligavano il soldato in campagna ad attribuire la massima importanza alle differenze tra il quasi nulla, il nulla astratto, il nulla concreto, il nulla solido, il nulla liquido, il non so che, che si mette in bottiglia, quello che si spalma sul pane. Tutta la vita del soldato, il suo soldo e l'alta paga, il letto, il vino, il cibo, sono una scuola del quasi nulla e del non so che.

 Image of Francia, Auvergne, Puy-de-Dôme (63): in un villaggio dell'Alvernia,  abitanti in

 Lo stesso vale per il Puy-de-Dôme, come per l'alto Cantal e il cantone di Brioude che appartiene all'Alvernia. Sono pieni di proverbi e di nonne che insegnano sin dalla più tenera infanzia a fare qualcosa con un po' di non so che, economizzando di continuo. Non è raro vedere delle persone partite dal nulla che arrivano nello stesso luogo alla fine dell'esistenza. Altre che arrivano a un certo non so che con molta perseveranza. Altre che partono dal tutto e che non arrivano a nulla. 

 Image of Francia, Auvergne, Puy-de-Dôme (63): in un villaggio dell'Alvernia,  abitanti in

Ma più generalmente con del quasi niente arrivano a un po' di qualcosa. Ed è per tutte queste ragioni che conoscono benissimo la differenza, senza rosicchiare il progresso scalare né il mistero alla totalità, tra il tutto, il quasi tutto, il quasi nulla, il non so che e il qualcosa. Si può persino dire che questa sia la loro vocazione locale e che vi dedichino la vita.

 Alexandre Vialatte - Cronache dalla montagna - Di lupi, foche e altre cose singolari, pag.77-79

 

 

 

 

 Le cicogne in Alsazia - Scilla Nascimbene

Tanto per cominciare, nei cieli alsaziani è arrivata la prima cicogna. Si è posata sopra il suo nido di legno. Segna l'orizzonte con il suo profilo balzano. 

 Le cicogne in Alsazia - Scilla Nascimbene

È incantevole e ridicola. Salutiamola, ringraziamola.

Alexander Vialatte - Cronache dalla montagna - Di lupi, foche ed altre cose singolari - Pag.73 

 

 

mercoledì 24 dicembre 2025

 Ravello, cosa vedere nel gioiello della Costiera Amalfitana

Ogni tanto bisogna fare il punto della situazione.

Dove va l'uomo? Sempre più lontano.

Ma non ci va in un colpo solo. Talvolta ci va anche con un po' di rimpianto. Diciamo che ci va a gradi, e ogni tanto a sbalzi. Con pause, indietreggiamenti, rimpianti e tempi morti. Si prende il tempo di esaminare la questione; soprattutto al Sud, dove la temperatura si presta di più. È là che è nata la civiltà. 

 Ravello, Villa Cimbrone, Terrazza dell'Infinito

 E ci si chiede, d'altronde, che cosa possa fare l'uomo distante da quei mari tiepidi dove il marmo caldo permette di sedersi e riflettere. La sua preoccupazione essenziale, in quei climi perfetti che sono della sua stessa temperatura, è di prolungare la conversazione. Lo scenario si organizza attorno a lui in modo ordinato e grandioso, su diversi piani, come a teatro. In alto c'è un re di marmo (con aquila, stemma, croce di Savoia, iscrizioni latine), con brache o polpe cinquecentesche alla Enrico II di Valois. Sotto, bei viali, palme, passanti. Ancor più sotto, immensi spazi dove un gran numero di triplette, le classiche squadre di tre giocatori, si dilettano tranquillamente nel gioco delle bocce. 

 La afición a la petanca crece en A Guarda - Telemariñas

E sullo sfondo la nave-traghetto, il Napoleone, che ha un'enorme ciminiera, e che sta partendo per la Corsica. Così ci si trova di fronte a una specie di quadro a quattro piani che mostra tutto ciò che l'uomo può fare: imperare, gironzolare, giocare a bocce, e anche partire per la Corsica. È un panorama di tutte le sue attività. E gli uomini che non fanno nulla di tutto ciò si piazzano placidamente in mezzo a tutte quelle cose e prolungano la conversazione. 

Foto Vecchietti In Panchina, Immagini e Vettoriali

 Alexandre Vialatte - Cronache dalla montagna - Di vette inarrivabili e mezzi straordinari - pag.78-9