
I lettori li conosco benissimo. Abbiamo fatto la guerra
insieme. Erano pastori dell'alto Cantal. Ci intendevamo su ogni cosa, sul nulla
e sul non so che. Insieme avevamo una grande competenza e nessuno mai riuscì a
ingannarci, facendoci prendere del non so che per qualcosa.

Quando dividevamo
il salame, quello che aveva la fetta trasparente sapeva immediatamente che si
trattava del quasi nulla se, col bel tempo, ci vedeva il sole attraverso, nel
nulla se c'era nebbia. Quanto a quello che aveva soltanto lo spago, capiva
benissimo che era del non so che; non del tutto del nulla: c'è, nello spago
impregnato di salame, un po' di sale, salnitro o cenere: l'anima del salame,
essenza immateriale che non è né il nulla, né il quasi nulla, ma il non so che.
Colui che riceveva lo spago nella spartizione non commetteva mai l'errore
grossolano di prenderlo per il quasi tutto.

Ne nascevano mille bisticci che
obbligavano il soldato in campagna ad attribuire la massima importanza alle
differenze tra il quasi nulla, il nulla astratto, il nulla concreto, il nulla
solido, il nulla liquido, il non so che, che si mette in bottiglia, quello che
si spalma sul pane. Tutta la vita del soldato, il suo soldo e l'alta paga, il
letto, il vino, il cibo, sono una scuola del quasi nulla e del non so che.

Lo
stesso vale per il Puy-de-Dôme, come per l'alto Cantal e il cantone di Brioude
che appartiene all'Alvernia. Sono pieni di proverbi e di nonne che insegnano
sin dalla più tenera infanzia a fare qualcosa con un po' di non so che,
economizzando di continuo. Non è raro vedere delle persone partite dal nulla
che arrivano nello stesso luogo alla fine dell'esistenza. Altre che arrivano a
un certo non so che con molta perseveranza. Altre che partono dal tutto e che
non arrivano a nulla.

Ma più generalmente con del quasi niente arrivano a un
po' di qualcosa. Ed è per tutte queste ragioni che conoscono benissimo la
differenza, senza rosicchiare il progresso scalare né il mistero alla totalità,
tra il tutto, il quasi tutto, il quasi nulla, il non so che e il qualcosa. Si
può persino dire che questa sia la loro vocazione locale e che vi dedichino la
vita.
Alexandre Vialatte - Cronache dalla montagna - Di lupi, foche e altre cose singolari, pag.77-79