venerdì 3 aprile 2026

- Ma come può una sporca impicciona capire cos’è l'amore? Lei è la persona più estranea all'amore che io abbia mai conosciuto.

- Se l'amore è quello che dice, sono sollevata di essergli estranea.

- Non le ho proprio insegnato niente.

- Mi chiedo che cosa mi avrebbe potuto insegnare, a parte strangolare la gente.

- Avrei voluto insegnarle che, strangolando Léopoldine, io le ho risparmiato la sola vera morte, che è l'oblio. Lei mi considera un assassino, ma io sono uno dei rarissimi esseri umani che non abbia mai ucciso nessuno. 

 

Si guardi intorno e guardi sé stessa: il mondo pullula di assassini, cioè di persone che si permettono di dimenticare coloro che dicevano di amare. Dimenticare qualcuno: ha pensato che cosa significa? L'oblio è un oceano gigantesco sul quale naviga un solo naviglio, che è la memoria. Per la maggioranza degli uomini, quel naviglio si riduce a una miserabile bagnarola che fa acqua alla minima occasione, e il cui capitano, personaggio senza scrupoli, pensa solo a fare economia. Sa in che cosa consiste questa parola ignobile? A sacrificare quotidianamente, tra i membri dell'equipaggio, quelli che sono giudicati superflui. E sa quali sono giudicati superflui? Gli stronzi, i noiosi, gli stupidi? Neanche per idea: quelli che si buttano di sotto sono gli inutili, quelli di cui ci si è già serviti. 

 

 opere di Annette Messager

Ci hanno già dato il meglio di loro stessi: e allora, che altro potrebbero ancora darci? Su, senza pietà, facciamo pulizia, e hop! Scaraventiamoli giù dal parapetto, e che l'oceano li inghiottisca, implacabile. Ecco, cara signorina, come si pratica in tutta impunità il più banale degli omicidi.

Amelie Nothomb - Igiene dell'assassino - pag.144-5 

lunedì 30 marzo 2026

 What is Rosa Parks Known For? | TheCollector

Rosa Parks - 1-12-1955 

Mia nonna era una schiava. E lo era anche sua madre. Il mio bisnonno era uno schiavo che riscattò sè stesso secondo le leggi del Missouri. Ma teneva la frusta inchiodata nella mente, per non dimenticare. Un paio di cose le so su quello che la gente vuole comprare, e come pensa di comprarlo. Conosco le cicatrici che rimangono sulle caviglie delle donne. Quelle che ci si procura stando ginocchia a terra in un campo. Ho sentito storie di bambini venduti all'asta. Ho letto libri su navi-bare stipate. Ho sentito di polsi imprigionati nei ceppi. Mi è stato raccontato cosa succedeva la prima notte a una ragazzina appena sbocciata. Ho sentito che quelli amavano le lenzuola così tese sul letto da farci rimbalzare una moneta. Ho ascoltato parlare i sudisti in cravatta e camicia bianca inamidata. Ho visto i pugni levati in aria. Mi sono unita ai canti. Ero sugli autobus quando sollevavano i loro figli davanti ai finestrini perché ci insultassero. Conosco l'odore del gas CS, che non è così dolce come si dice. Se cominci a dimenticare sei perduto.

Columm McCann - Questo bacio vada al mondo intero - pag.388-9 

 

 

 

venerdì 27 marzo 2026

Morire di rabbia - Il Tascabile

«Poi ho capito che i giudizi sono come cani idrofobi. 

 Salvini e il legame con Vance e Musk che avrebbe irritato Meloni, il post  in codice di Stroppa e le smentite

Prima di togliere il guinzaglio e farli mordere, ci devi pensare bene, perché infettano e non si può tornare indietro».

Antonio Manzini - Elp - Pag.55 


sfondo del cielo azzurro naturale con bellissime nuvole bianche 2548270  Stock Photo su Vecteezy 

Le nuvole in alto erano poche e bianche, innocenti batuffoli ciccioni di panna che veniva voglia di mordere. 

Antonio Manzini - Elp - Pag.238 

 

domenica 22 marzo 2026

 Amore per gli animali e voglia di leggere

Vivere con lucidità una vita semplice, silenziosa, discreta, tra libri intelligenti, amando poche persone.

Gomez Davila in Marco Filoni - Inciampi. Storie di libri, parole e scaffali - pag.34 

 

 Nicolás Gómez Dávila - Marcello Veneziani

 Gómez Dávila aveva la maledetta ambizione di mettere sempre un libro intero in una pagina, una pagina intera in una frase e questa frase in una parola. I suoi frammenti sono fatti della stessa pasta della poesia; la frase deve avere (e gli riesce sempre) «la durezza della pietra e il tremolio delle foglie», per dirla con le sue parole.

opera di Georges Seurat

Per questo è considerato un maestro dell'aforisma, anche se lui stesso ha sempre negato che le sue annotazioni appartengano a questo genere: piuttosto, scrive, i suoi «sono tocchi cromatici di una composizione pointilliste». E il motivo di questa scelta la spiega lui stesso: «L'esposizione didattica, il trattato, il libro si addicono soltanto a chi sia pervenuto a conclusioni che lo soddisfano. Un pensiero vacillante, pieno di contraddizioni, che viaggia senza comodità nel vagone di una dialettica disorientata, tollera appena la nota, perché gli serve da punto di appoggio transitorio».

 Frammenti di una storia presente - EuroNomade

Ecco perché, continua Gomez Dávila, le mie frasi «le proclamo di importanza nulla e, per questo, sono note, glosse, scolii, voglio dire: l'espressione verbale più discreta e più vicina al silenzio».

[...]

Di fronte ai volumoni degli altri autori e filosofi suoi contemporanei Gómez Dávila è sprezzante: la loro prolissità li rende "incontinenti", il loro «non è un eccesso di parole, ma una carenza di idee».

 Frammenti - RaiPlay

Al contrario, scrive ancora, lo scritto frammentario «si fa poesia nel momento in cui ci obbliga a completare le sue curve mutile». Ma la scelta del frammento non è soltanto di ordine estetico, ovvero per la necessità di far rientrare le sue frasi nel registro della pura bellezza. La sua è prima ancora un'opzione filosofica: l'enunciazione secca, diretta delle idee obbliga al "pensiero onesto", senza reticenze e nascondimenti.

 Nicolas Gomez Davila (1) – Racconticon | Portatori di storie

Afferma che «il discorso continuo tende a occultare le rotture dell'essere», mentre «ciò che non è frammento è inganno». Anche perché, come scrive in una meravigliosa sentenza, «tra poche parole è difficile nascondersi come tra pochi alberi».

Marco Filoni - Inciampi. Storie di libri, parole e scaffali - pag.34-5-6

lunedì 9 febbraio 2026

 

Stephanie fece un lungo respiro per calmarsi. “Tu che programmi hai, Jules?”

“Te l'ho detto, voglio venire con te da questo...”

“Intendo cosa pensi di fare”.

Ci fu un lungo silenzio. Poi Jules disse: “Non ne ho idea”.

HD hudson river park wallpapers | Peakpx 

Stephanie lo guardò. Avevano imboccato la Henry Hudson Parkway, e Jules stava guardando il fiume, il viso svuotato di ogni energia e speranza. Sentì una fitta di paura stringerle il cuore. “Quando sei arrivato a New York”, disse, “tanti anni fa, eri pieno di idee”.

Jules sbuffò sarcastico. “Chi non lo è, a ventiquattro anni?”

“Avevi una direzione?”

Si era laureato alla University of Michigan un paio di anni prima. Una delle ragazze con cui Stephanie divideva l'appartamento il primo anno alla NYU aveva lasciato gli studi per curarsi l'anoressia, e per tre mesi Jules aveva occupato la sua stanza, vagando per la città armato di bloc-notes, imbucandosi alle feste della Paris Review. Al ritorno dell'anoressica, si era già trovato un lavoro a Harper's Magazine, un appartamento tra l'Ottantesima e York Avenue e tre coinquilini, due dei quali ora dirigevano riviste. Il terzo aveva vinto un Pulitzer.

“Io non capisco, Jules”, disse Stephanie. “Non capisco cosa ti è successo”.

Jules continuò a fissare lo skyline luccicante di Lower Manhattan come se niente fosse. “Sono come l'America”, disse poi.

 USA: il fronte interno - RSI

Stephanie si voltò di scatto, spaventata “Ma che dici?”, gli chiese. “Le medicine le stai prendendo?”

“Abbiamo le mani sporche”, disse Jules. 

Jennifer Egan - Il tempo è un bastardo - pag.154-155