Nel
discorso pronunciato in occasione della cerimonia annuale per il conferimento
delle lauree all'Università del Michigan, Ann Arbor, nell'anno 1988, così
diceva il poeta russo esule in America ai suoi studenti: «Cercate di costruire
e curare il vostro vocabolario allo stesso modo in cui curerete il vostro conto
in banca. Prestategli molta attenzione, cercando di incrementare le entrate. Lo
scopo non è di accrescere la vostra eloquenza in camera da letto o il vostro
successo professionale -anche se queste, pure, possono essere le conseguenze -
né di trasformarvi in sofisticati salottieri.

Lo
scopo è di consentirvi di esprimere voi stessi con la maggiore completezza e
precisione possibili; in una parola, lo scopo è il vostro equilibrio. Perché
l'accumulazione di cose non sillabate, non correttamente articolate, può
sfociare nella nevrosi. Ogni giorno, molto accade nella nostra psiche; il modo
in cui ci esprimiamo, però, spesso rimane invariato. L'articolazione verbale
arranca dietro all'esperienza. Questo non si addice alla psiche. Josip Brodskij
I
sentimenti, le sfumature, i pensieri, le percezioni che rimangono senza nome,
incapaci di trovare voce e insoddisfatti delle approssimazioni, si accumulano
nell'individuo, repressi, e possono portare a un'esplosione, o implosione, psicologica».
Franco Marcoaldi - Cani sciolti pag. 84-5