domenica 26 settembre 2021


opera di Francesco Bongiorni

Zygmunt Kubiak «Studiare i greci e i romani è l’unica cosa che ci può dare un senso, salvarci quando perdiamo la bussola e permetterci di respirare sopra le nere nuvole».

Francesco Maria Cataluccio - Vado a vedere se di là è meglio - pag.144

                                                                             

opera di Francesco Bongiorni

Aurora girò lievemente la testa. «Tu non mi conosci» protestò. «Sei soltanto una voce nel buio.»

«Il buio è così...rassicurante, non trovi? Non ci sono ombre nel buio»

 Barbara Baraldi - Aurora nel buio - pag.224



 

 

 

domenica 12 settembre 2021


     Quelo - Corrado Guzzanti - Post | Facebook

«Allora, c'è un tizio in India che ha preso un cane per la figlia. Ora il cane fa i bisogni, morde le ciabatte, abbaia, un casino. Allora il tizio va dal santone e gli fa: "Santone mio, ho preso un cane per mia figlia che lo desiderava tanto, ma è un bordello. Casa nostra è di 20 metri quadrati, siamo io, mia moglie, mia madre, mio figlio maschio, mia figlia femmina e ora pure un cane. Come posso fare?". ll santone lo guarda e gli dice: "Prendi un altro cane". Il tizio è sbalordito da questo consiglio, però obbedisce e prende un altro cane. Non le dico dottore il casino in casa. Doppio abbaio, pantofole che spariscono, doppia cacca per terra e pipi, un inferno. Allora il tizio torna dal santone e gli dice: "Santone mio, m'hai dato un consiglio e ho preso il secondo cane, ma adesso è pure peggio. Che devo fare?". E il santone lo guarda e gli dice: "Bene, ora dai via il secondo cane e sarai felice". Ha capito il messaggio?».

Antonio Manzini - Vecchie conoscenze - pag.340

 

                                                        Michele, suicida a 30 anni. Una psicologa ci aiuta a capire=23


«Non bisogna suicidarsi quando si è tristi e depressi» disse. «Ma se uno schifa la vita dovrebbe farlo in un momento di immensa gioia», poi si voltò a guardare i suoi agenti. «Se ti spari quando sei a pezzi è l'omicidio del suicidio, è come se ti stessi dicendo: la vita è bella ma io non l'ho capita. Devi essere al massimo della tua felicità, allora il suicidio funziona, perché non dai una lira alla vita è sai che la felicità è un'illusione».

Antonio Manzini - Vecchie conoscenze - pag. 191

 Libia: L'Onu denuncia “abusi spaventosi” nelle carceri gestite da gruppi  armati - Nigrizia

 Ecco le prove: con i lager libici non c'entriamo - ilGiornale.it

 La verità rimossa sui lager dei migranti in Libia - Altreconomia

«Io stesso», diceva l'Uno, «negli ultimi anni, quando vivevo a Cañuelas, in libertà condizionata, me n’ero già andato da casa, e abitavo in un capannone, avevo cominciato a tenere dei cardellini in una voliera e tutte le mattine ne liberavo uno. Pensavo, mi chiedevo, se gli uccelli si rendevano conto che, all'arrivo del giorno, uno di loro avrebbe potuto volare via, mi chiedevo se gli uccellini hanno negli occhi, che sono come capocchie di spillo, un po' di posto per conservare i ricordi. Pensavo, il cardellino canta, poi arriva la notte, e al mattino una mano si infila nella gabbia e lo libera, e l'altro, mettiamo, il cardellino fratello, mettiamo che quello se ne accorge, se ne rende conto, dice adesso canto tutto il giorno, fino a sera, poi dormo, e quando spunta il sole, una mano mi prende e mi lascia andare all'aria, mi permette di volare via». Ci fu una lunga pausa o un'interferenza. «Siamo così anche noi umani se chiusi in gabbia, nutriamo sempre la speranza che con il sole arrivi qualcosa di buono».

«Ma non sempre è così».

Riccardo Piglia - Soldi bruciati - pag. 138-9

 

 Treno merci — Foto Stock

 Le Stagioni dei Treni - Fotografie - Lanterne di coda Almrose

«la vita è come un treno merci, hai mai visto passare un treno merci di notte, lento, non finisce più, sembra interminabile, ma alla fine resti a guardare il fanalino rosso dell'ultimo vagone che si allontana nel buio». 

Riccardo Piglia - Soldi bruciati - pag.89

 

domenica 5 settembre 2021

 Jorge Luis Borges ~ Beppo | L'arte di guardare l'Arte

Ne La Cifra, che è del 1981, Borges aveva scritto del suo gatto:

 

Il gatto bianco e celibe si guarda

nella lucida lunetta dello specchio

e non può sapere che quel biancore

e quegli occhi d'oro che non ha visto

in casa, mai, sono la sua stessa immagine.

Chi gli dirà che l'altro che lo osserva

a stento è un sogno dello specchio?

                                                      

 A un gatto" di Jorge Luis Borges

Un quadro non è molto diverso da uno specchio; potremmo dire che è uno specchio dotato di memoria. Molti di coloro che hanno fatto visita a Borges in casa sua lo ricordano mentre accarezza un gatto bianco che gli fa le fusa tra le gambe: Beppo. Tra «i giusti», secondo Borges, c'è posto per «chi accarezza un animale addormentato».

Hector Abad Faciolince - La poesia in tasca -  pag. 76