sabato 11 luglio 2026


Jim Denevan

Strano sulle sue labbra esangui: papà
Papà, papà. Chi è il tuo papà?
Un padre è sempre un papà? Papà è un padre?
Papà è un papà o soltanto un padre?
Mio fratello Patrick disse brusco:" Che parola ridicola, papà.
A pensarci bene, tu l'hai mai sentita?". Rise, un suono secco come di un ramo che si spezza.(...)
Una terrificante possibilità si presentò alla sua mente:
le nostre vite non sono nostre, altri le posseggono, i nostri genitori. Le nostre vite sono definite da voglie, capricci, crudeltà di altri. La rete genetica, i legami di sangue. La più antica maledizione, più antica di Dio.
Sono amato? Sono desiderato?
Chi mi vorrà, se non mi vogliono i miei genitori?
Joyce Carol Oates - Una famiglia americana - pag.262

Nel discorso pronunciato in occasione della cerimonia annuale per il conferimento delle lauree all'Università del Michigan, Ann Arbor, nell'anno 1988, così diceva il poeta russo esule in America ai suoi studenti: «Cercate di costruire e curare il vostro vocabolario allo stesso modo in cui curerete il vostro conto in banca. Prestategli molta attenzione, cercando di incrementare le entrate. Lo scopo non è di accrescere la vostra eloquenza in camera da letto o il vostro successo professionale -anche se queste, pure, possono essere le conseguenze - né di trasformarvi in sofisticati salottieri.

Lo scopo è di consentirvi di esprimere voi stessi con la maggiore completezza e precisione possibili; in una parola, lo scopo è il vostro equilibrio. Perché l'accumulazione di cose non sillabate, non correttamente articolate, può sfociare nella nevrosi. Ogni giorno, molto accade nella nostra psiche; il modo in cui ci esprimiamo, però, spesso rimane invariato. L'articolazione verbale arranca dietro all'esperienza. Questo non si addice alla psiche.
 

Josip Brodskij

I sentimenti, le sfumature, i pensieri, le percezioni che rimangono senza nome, incapaci di trovare voce e insoddisfatti delle approssimazioni, si accumulano nell'individuo, repressi, e possono portare a un'esplosione, o implosione, psicologica». 

Franco Marcoaldi - Cani sciolti pag. 84-5