Renè Magritte - Il telescopio
"C’è solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori;
e un sogno di ciò che potrebbe esser visto
se la finestra si aprisse."
Fernando Pessoa
Renè Magritte - Il telescopio
"C’è solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori;
e un sogno di ciò che potrebbe esser visto
se la finestra si aprisse."
Fernando Pessoa

Renè Magritte - La condizione umana
Non sei tu la nosta geometria,
finestra, forma troppo semplice
che senza sforzo racchiudi
tutta la nostra vita?
Rainer Maria Rilke - Finestre - pag.19

La Pecora Paracadutista divenne l'eroina di molte delle storie che Attilio le raccontava: le audaci azioni di guerra dietro la linea del fronte, la sua capacità d'infiltrarsi nelle greggi nemiche, di carpire con astuzia i loro piani.
Nelle sue azioni di spionaggio spesso si travestiva da
pecora nera o screziata - i colori dei nemici - ma lei era bianca,
bianchissima. Attilio interpretava anche per Ilaria il feroce grido di
battaglia con cui incuteva terrore ai nemici, anche detto il Bellicoso Belato:
«Beeeeeeeè!».
Francesca Melandri - Sangue giusto - pag.204

«Le apparenze non ingannano, stanno alla base del mio lavoro», disse Croce. «Macchie di rossetto su un fazzoletto, cenere nel caminetto, l’impronta di una scarpa nel fango sono tutto ciò che abbiamo. La verità si manifesta da sola. Non c’è nulla di occulto, non ha senso sperare di trovare tracce nascoste sotto il tappeto.

Io cerco il simile. La somiglianza sulla superficie. Il modo in cui il fatto accertato compare e si manifesta nella somiglianza e in ciò che si ripete».
Riccardo Piglia - I casi del commissario Croce - pag.179

È strano, possiede carisma, è uno di quegli uomini, pensava Croce una volta in strada, che puntano l’attenzione su qualcuno e lo avvolgono con un’indimenticabile sensazione di intimità ma poi, quando hanno ottenuto quello che volevano, abbandonano l’interlocutore e se ne dimenticano all’istante, come se neanche lo conoscessero, e rivolgono il proprio interesse – il calore umano, la simpatia – su un’altra cosa – una persona, un cane, un disegno – qualunque sia – perfino una pietra – per catturarla e sedurla. Proprio così, diceva tra sé, anche se è un semplice oggetto, lo fanno ugualmente sentire unico e insostituibile. Ecco perché la gente li segue, perché per un istante eterno fanno in modo che uno si senta colmo di vita.

Sono l’esatto contrario di me, pensò con una strana torsione sintattica che tradiva la sua malinconia, che sono sempre distratto e distante come se ci fosse una lastra di vetro a separarmi dal mondo reale e quando mi interesso a qualcuno è soltanto per interrogarlo, per sapere cosa pensi o cosa abbia fatto. Intanto, gli uomini come l’Astrologo vogliono parlare solo loro, dire la propria senza ascoltare gli altri, rifletteva camminando tra i moli deserti del porto; io, invece, non ho mai niente da dire a nessuno.
Riccardo Piglia - I casi del commissario Croce - pag.54
Croce disse: «Perseguo il pensiero austero. Nessuno è padrone dei propri pensieri. Non esistono le cosiddette “proprie idee”, pensare o è appropriato o non è appropriato, non ha nulla a che vedere con la proprietà privata», concluse.
Riccardo Piglia - I casi del commissario Croce - pag.179