
- Mi sta chiamando il corvo.
- Un corvo?
- L'ho tenuto tre anni, poi l'ho lasciato andare.
- Ti ha seguito fino a qua? Lo riconosci?
- Usciamo dalla tenda, te lo presento, si chiama Varòna.
- Varòna è corvo in russo. È stato lui a portare qui tuo padre?
- No, lo ha seguito. È venuto a proteggermi.
- Ti sta bene sulla spalla.
- Scavo nei tronchi qualche larva da dargli. Mangiavamo insieme, dormiva con me e con l'orso. Ha dieci anni, sta con una compagna, me l'ha presentata. Viene a trovarmi.
Voi avete gli angeli custodi, io ho un corvo.
- Capisco perché chiami persone gli animali.
Ti guarda, pare che capisca che parliamo di lui.

- Capisce dalla voce, dalle mosse.
- Come poteva intervenire con tuo padre?
- È un acrobata in volo, scaccia via pure le aquile. Scende a picco, gli basta sfiorare per buttare a terra.

Ti toglie di mano il coltello pure se l'impugni stretto.
- Adesso resta o se ne va?
- Prima gli do da mangiare.
Erri De Luca - Le regole dello Shangai - Pag.28

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